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Ritardi 3

ho la fortuna (dipende dai punti di vista) di avere come migliore amico uno che del ritardo ha fatto uno stile di vita, una filosofia comportamentale, una religione. E non se ne rende neanche conto!

Ora, se volessi essere barocco o prosaico quale io sono, potrei dire che “i suoi ritardi si misurano in eoni”, “le ere geologiche sono niente in suo confronto”, e che “se lui fosse Dio, il sesto giorno sarebbe arrivato qualche miliardo di anni più in la e che la razza umana si sarebbe comunque estinta con Adamo morto di seghe!”.

Ma non lo farò! (bastardo che sono … l’ho già fatto!)
Non lo farò perché inutile dal momento che qualsiasi esagerazione in questo momento farebbe perdere di credibilità a quel che segue.
In realtà chiunque si sia trovato addosso l’ansia del primo appuntamento sa che basta già un singolo minuto di ritardo per far montare il nervosismo verso l’intollerabile.

C’è da aggiungere che la percezione del ritardo dipende molto dalla cultura da cui proveniamo:
per i cinesi, dove la concezione del tempo è circolare, il ritardo non esiste, è solo una coincidenza dove lo Yin e lo Yang non si sono fusi e cazzate del genere.

D’altro canto, se per un italiano è normale arrivare 15 minuti in ritardo, e 30 minuti sono anche tollerati, provate a fare la stessa cosa con una tedesca che quando ti invita ad una festa in casa ti dice di arrivare alle 18:43 per salutarti e farti appendere la giacca, dal momento che alle 18:40 arrivano Theresa e Timo, mentre alle 18:45 è la volta di Katryn, e vedrete se andrete più ad una festa di ex-studenti di architettura a Stuttgart!

Ora, il fatto che il mio amico M. sia cresciuto fino ai 20 anni in Africa, forse avrebbe dovuto far suonare un campanello d’allarme. Ma questo l’ho saputo solo dopo averlo conosciuto mentre lo aspettavo per il cambio di turno il primo giorno di servizio civile!
Fortuna che c’eravamo noi altri obiettori, altrimenti Angelone sarebbe ancora a mollo nella piscina aspettando di essere tirato fuori dopo la fisioterapia. E sono passati solo 10 anni da quei giorni.

Bei ricordi!

Bello il periodo del servizio civile: eravamo 5, ci siamo divertiti un sacco e siamo tuttora amici. Nonostante le lontananze, nonostante i ritardi.
Il fatto che ci fosse M. poi è stata anche la mia salvezza!
Io, che sono sempre puntualmente in ritardo di un quarto d’ora.
Io, cui gli appuntamenti venivano spesso dati con mezz’ora d’anticipo, e che quella volta che dovevamo andare in gita al mare e arrivai quasi puntuale stavo per tornarmene a casa pensando di essere in ritardo.
Io, che mi sono laureato 2 anni dopo il preventivato perché allo scritto dell’ultimo esame sono arrivato 15 minuti dopo e il professore non mi ha fatto entrare. E dopo mi sono lussato la spalla. E dopo sono stato mollato. E dopo non avevo voglia. E dopo mi sono rotto il pollice. E dopo non ero più preparato. E dopo … e che palle!

Bene, durante il servizio civile nessuno si è mai accorto di nulla!

Ma questo non rende di certo l’idea. Bisogna viverle certe situazioni per capirle:

ore 18:00
drriiiin
M. – Ciao mmittico! come stai?
IO – Coglionazzo! tutto ok, che mi dici?
M. – senti che ne dici di un aperitivo alle sette? andiamo al K (M. conosce tutti i posti più fichi per fare l’aperitivo) ci sono X Y e Z e qlc loro amica
IO – ma si dai! … ascolta, sono senza macchina, passi a prendermi?
M. – ok, non c’è problema, sono li da te alle sei-e-quarantacinque

ore 19:00

ore 19:15
IO – e quindi? ma ti sei stai ancora infilando le scarpe? (mettere le scarpe per M. è un operazione che può comportare almeno mezz’ora, e poi si deve necessariamente lavare le mani)
M. – eh beh no, beh si … faccio una doccia e arrivo!
IO – come una doccia??? Ma sei impazzito?! lo sappiamo entrambi che prima di un paio d’ore non esci … dovevamo essere già li!
M. – si, non ti preoccupare tanto è stato posticipato, gli altri arrivano dopo … e comunque ci metto poco

ore 20:00
IO – e quindi?
M. – ho parlato al telefono con X, non andiamo più al K andiamo al 69
IO – si, non mi interessa! hai fatto la doccia?
M. – non la faccio più, un quarto d’ora e sono da te

ore 21:00
IO – and so? and then? … e quindi? un quarto d’ora è passato da 3 quarti d’ora!
M. – si scusa, ero al telefono con una mia amica. mi ha invitato ad una festa. andiamo a casa sua.
IO – quindi niente più 69?
M. – no, no. mi raccomando vestiti bene e non farmi fare figure di merda al tuo solito (bisogna riconoscere che M. ha un certo stile e portamento)
IO – ok non ti preoccupare. cmq, posto che l’ape è saltato e non ho cenato, mi sa tanto che dalla tua amica non si mangia.
M. – si, no, si! si, si mangia, mi ha detto che ha preparato un sacco di cose a buffet
IO – fantastico
M. – mi metto le scarpe e arrivo. (… e io so che passerà un’altra  mezz’ora)

ore 22:00
M. – hey gay sei pronto?
IO – è dalle sette che sono pronto!!! dove minchia sei?
M. – a casa. che stai facendo?
IO – mi sto preparando un panino, se aspetto te muoio di fame
M. – hai fatto bene … senti ha richiamato la mia amica – boh non so, non ho mica capito, è successo qlcsa, ha il gomito che fa contatto con il ginocchio o qlcsa del genere, fatto sta che la festa è saltata.
IO – e ti pareva! che ficata di sabato sera.
M. – non ti preoccupare adesso faccio un paio di telefonate, ti passo a prendere e andiamo da qlc parte! (M. ha una rete di conoscenze da far invidia ad un PR)
IO – uhmpf, fai tu, tanto senza macchina stasera non mi muovo di casa.

ore 23:00
IO – e quindi?
M. – e quindi? scusa sono al cellulare ti richiamo tra 5 minuti (M. oltre ad avere un sacco di amiche, adora parlare al telefono)

ore 24:00
M. – e quindi? sapevo che eri sveglio!
IO – lasciamo perdere! 5 minuti eh!?! è passata un’ora!
M – si scusa, è che L. si è mollata con il tipo e mi raccontava … senti ho parlato con Y, c’è una festa in centro, conosco il pi-erre, entriamo gratis!
IO – hhmm, a dire il vero io mi sarei rotto un po’ le palle oltre ai tre quarti di cippa di minchia!, quasi quasi me ne vado a letto
M – ma non fare il vecchio! tanto lo sai che non dormi (in effetti ha ragione! purtroppo vivo in Europa con il fuso orario nord-americano!)
IO – vabbe’ va

ore 01:00
IO – e quindi? cioè voglio dire ma ti rendi conto che è l’una!!!!
M. – senti ha chiamato Ma. (una sua ex, che all’epoca si era trasferita e sposata con figlio in arrivo), m’ha fatto una pippa tanta a raccontarmi i cazzi suoi (non si può certo negare che M. non sia un tipo paziente … con il tempo degli altri!)
IO – si ho capito! non me ne frega una beneamata cippa! le rispondevi “si ho capito, scusa ma adesso non posso, mi aspettano, ti richiamo domani!, ciao!” (!) e che cazzo! CAZZO!!!
M. –  su dai non fare così, anche tu quando chiamava T. stavi le ore al telefono!
IO – si, ma quando stavo le ore al telefono non avevo nessuno che mi aspettava per uscire da ore!
M. – e quanto sei suscettibile!
IO – no! è che tu non ti rendi conto che è l’una passata e dovevamo uscire alle sette!!!!
M. – eh si, mi dispiace, ma è andata così che ci vuoi fare?
IO – M. … mmavvafanculo!!! (avete presente nicola savino che imita Bisteccone-Galeazzi?)
M. – vabbe’ va, quasi me lo merito. (posto che è tutto vero, ho paura che una simile ammissione M. non l’abbia mai fatta. Ma capitemi … esigenze di dramatization)
IO – vabbe’, senti io me ne vado a dormire, ci sentiamo domani
M. – senti, magari chiamo …
IO – no, no, non hai capito, non mi interessa!, vado a dormire
M. – ok, … notte allora!
IO – notte

ore 02:00
M. – e quindi? eeeehhh lo sapevo che un vampiro come te non dormiva!
IO – lasciamo perdere, stavo rispondendo ad una mail …
M. – seeee, seeee, so io che stavi facendo su internet … vecchio porco!
IO – non fare il cretino, CRE-TI-NO!, … piuttosto dimmi che c’è ancora
M. – senti mi ha chiamato J.
IO – è in Italia?
M. – si è appena rientrato da B., mi ha detto che ci sono dei suoi amici che suonano in un posto. Io tra 10 minuti esco. Se ti va passo a prenderti.
IO – hhhmmm, è un po’ che non vedo J. anche se a dire il vero non è propriamente nella top-ten dei miei amici … cmq, al solito non ho sonno … hhhmm vabbè va!
M. – vestiti bene, che il locale è molto trendy!
IO – ok non c’è problema.

ore 03:00
IO – senti!
M. – ciao, stav…
IO – non lo voglio sapere! non mi interessa! dove minchia dello zio tano sei???
M. – hey, sono sotto casa tua!
IO – senti, non mi prendere per il culo: dal balcone si vede che non ci sei …
M. – sono in macchina, sto arrivando (in effetti c’era un sottofondo di motore in movimento)
IO – senti, ti conosco, sei appena partito! non stare a coglionarmi
M. – comincia a scendere che arrivo (fortunatamente M. abita a 200 mt in linea d’aria da me)

ore 03:15
M. – ce ne hai messo di tempo per scendere!
IO – … grrrrr … (voltandomi lentamente verso il pilota e fulminandolo con lo sguardo)
M. – cmq si, non male, vedo che quando ti ci metti riesci a vestirti decentemente.
IO – grrrr, e togliti quel sorriso imbecille dalla faccia
M. – dai sali, che J. ci aspetta in piazza XXV
IO. – grrrr … senti, non so perché ma sono nervoso, dammi una sigaretta! (all’epoca fumavo una sigaretta la settimana il sabato sera!)
M. – non te l’ho detto? ho smesso!
IO – M. … mmavvaffanculo! (come sopra)

ore 03:45
IO – ma sei sicuro che abbia detto qui?
M. – si, si, non ti preoccupare adesso arriva
IO – sarà! … io non mi preoccupo, tanto ormai … solo che sono solo le
quattro-meno-un-quarto! che vuoi che sia!
M. – arriva … arriva.

ore 03:50
J. arriva. 10 minuti di cazzeggio e convenevoli, e poi …
J. – dai seguitemi che andiamo!

ore 04:20
IO – ma dove cazzo stiamo andando?
M. – boh … J. ha detto di seguirlo
IO – si l’ho sentito, solo che ho appena visto un cartello con su scritto casa-di-dio-due-chilometri. Ma almeno conosci il nome del posto?
M. – no, al telefono mi ha detto che il posto è nuovo
IO – sarà ma qui vedo solo vecchie fabbriche dismesse!
M. – toh guarda quante macchine e quanta gente sta andando da quella parte!
IO – si vedo vedo … c’è qlcsa che non mi sconfiffera troppo però … boh

ore 04:30
J. – eccoci arrivati!
M. – J. dove cazzo siamo?
J. – la nuova sede del Leoncavallo! c’è un rave che dura 3 giorni!
IO – cioè M. fammi capire … siamo tutti e due vestiti come pinguini che se ci presentiamo di fronte alla Scala fanno entrare noi e rimbalzano Abbado, e TU! mi hai portato ad un cazzo di rave, in un centro sociale, alle 4 e mezzo del mattino!!!!
MA TI RENDI COOOOONTOOO ?!!!
LE QUATTRO E TRENTA!!!!
IL PINGUINO!!!!
IL RAVE!!!
MA TI RENDI COOOOONTOO ?!!!
TI STRACAZZO RENDI CONTO DI CHE CAZZO ABBIAMO FATTO ?!!!
DOVEVAMO USCIRE ALLE SETTE PER UN APERITIVO E SIAMO FINITI ALLE QUATTRO E MEZZA VESTITI COME PINGUINI AD UN RAVE IN UNA FABBRICA ABBANDONATA ?!!!

e fu così che tornai a casa alle 6 e mezza distrutto come poche altre volte. Date le scarpe non aveva neanche troppo senso ballare, per cui dal momento che che J. era pieno di fumo, mi sono spippato l’impossibile per oltre un’ora.

ora, nonostante possa rassicurarvi che è tutto vero, che è accaduto tutto quello che ho raccontato, se non conoscete M. vi risulterà difficile crederci.
Chi lo conosce invece anche se probabilmente non ha mai sentito questo aneddoto di qualche anno fa, credo non farà fatica a confermarlo.

in the meantime M. ha trovato la ragazza. Un’americana in Italia, una santa!
Deve essere proprio innamorata!
e lui spero stia cominciando a capirlo dal momento che ancora non ho capito come abbia fatto a sopravvivere a quella volta che, in vacanza a casa dei genitori di lei in Florida, M. si offrì di preparare una cena italiana per tutti per le 17:00 (!!!) in punto!, e il padre di lei è molto abitudinario. E sottolineo MOLTO ABITUDINARIO, … e in America il secondo emendamento garantisce a chiunque il diritto di detenere un’arma!

Ritardi 2

ecco un fulgido esempio di ritardo per debolezza.

Stamattina dovevo partire dalla città-dove-preferisco-vivere per la città-dove-purtroppo-devo-lavorare-e-che-detesto.
Per aumentare il tempo di permanenza nella città-dove-preferisco-vivere mi tocca partire all’alba. Prima dell’alba!!!

Poiché nella mia personalissima classifica dei mezzi di trasporto su cui è più comodo dormire, il treno è all’ultimissimo posto (perfino dopo la metro? si, perfino dopo la metro! e la chiudo qui), volo.
Volo low-cost e risparmio.
Dal momento però che parto all’alba – prima dell’alba! – e non ho nessuno disposto ad accompagnarmi alla fermata del pullman per l’aeroporto low-cost, sono riuscito a farmi prestare una macchina che lascerò vicino alla metro in modo che il padrone la possa recuperare facilmente.

Il pullman parte alle 6:45. Fosse una cosa estemporanea, una vacanza o simile, prenderei quello prima e cmq sarei li mezz’ora prima per evitare imprevisti.
Ma ormai si tratta di routine. Repetita iuvant. Sicché ho limato i tempi all’osso. Se esco di casa alle 6:15 ho tutto il tempo di arrivare con calma, parcheggiare e magari ci scappa anche un caffè al volo nel bar di fronte la fermata.

Sveglia alle 5:45. Richiamo alle 6:00. Allarme per uscire di casa alle 6:14!

Questa è la teoria … che normalmente accade, puntuale (è il caso di dirlo!)

Ora, il mio grosso problema è che non dormo se non ho sonno, e che ho un ritmo circadiano stimato di 27 ore. Per cui è sufficiente un fine settimana per riportarmi al fuso orario di Toronto.

Ergo sono andato a letto alle 4:09, e non credo di essere riuscito a dormire.

Suona la 1a sveglia, la sento – adesso mi alzo – no! ancora 5 minuti –
moon river, wider than a mile …” – adoro Audrey Hepburn, ma ormai mi fa compagnia tutte le mattine da un anno a questa parte e i risvegli in genere non sono dei bei ricordi!
… i’m crossing you in style some day …” che è stato ??? ah si è la sveglia – ho l’aereo – che cazzo di ore sono …

che cazzo di ore sono ???

che cazzo di ore sono?

6:26!
oh porco! perdo il volo!!! porco!!!
ormai non ce la faccio più! se anche ce la facessi ad arrivare – e dubito – devo parcheggiare. non ce la farò mai.
resto, parto domani!

6:26:21
cazzo, però mi tocca comprare un biglietto del treno. Costosissima Alta Velocità del mio stivale!

6:26:29
ce la posso fare!

6:29:20
in 200 secondi sono fuori casa!
infilo le scarpe in ascensore. sono riuscito a cambiarmi la biancheria, ma ho lasciato sul tavolo il pane, e la Nutella li a fianco, che mi ero preparato la sera prima per la colazione. E anche la cialdina di caffè che mi piace tanto. Pazienza. Merda sono in ritardo!

6:31
sono in macchina. imbocco l’autostrada e comincio a guidare neanche fossi Schumacher. L’unico pensiero è “cazzo! cazzo! cazzo merda sono in ritardo!”
Il venerdì precedente dopo 6 anni finalmente l’azienda mi ha fatto fare la visita fiscale: per lavorare al computer non ci sono problemi, ma non ci vedo abbastanza per guidare con gli occhiali!
Mettere le lenti a contatto è un tempo che non posso permettermi!
140 km/h, una Ka-ccola che se la toccano rotolo, e io che non ci vedo!
Cazzo non ce la farò mai! Merda!

6:39
esco dall’autostrada, entro in città. 3 minuti d’auto e 4 semafori! Cazzo!!!!

6:43
che culo ho trovato parcheggio. non sono sicuro che posso lasciarla qui … ma tant’è!
chiudo la macchina. vedo il pullman che carica le ultime persone.

6:44
100 mt. uno scatto che sembro Usain Bolt con 20 cm in meno e 20kg in più.
MA CE LA FACCIO!!!!

6:45
riesco anche a salire per penultimo! e il pullman parte!

ora ripercorro tutto a ritroso e cerco di capire dove avrei potuto perdere 3-secondi-3 per salire per ultimo.
Incredibile, sono in anticipo:
il pullman è strapieno! gli ultimi passeggeri devo fare il tragitto in piedi!
L’ultimo, fortuna sua, s’è beccato il seggiolino a fianco del conducente!

Rebus, frase: 8!
(Q) |

In-ku-lato!

Ritardi 1

sono in ritardo
per debolezza
o menefreghismo.

in un modo o nell’altro non ci faccio una bella figura.

d’altronde però i pupazzi dei test per gli scontri ci ammonivano di esser lieti perché c’è sempre chi sta peggio. :-D